Agrado: “Per cause estranee alla loro volontà, due delle attrici che quotidianamente trionfano su questo palcoscenico, oggi non possono essere qui . Poverine. Perciò, lo spettacolo è sospeso. A chi lo desidera verranno ridati i soldi del biglietto, però, per chi non ha niente di meglio da fare, per una volta che venite a teatro, è un peccato andarvene. Se restate prometto di intrattenervi, raccontandovi la storia della mia vita. (Vecchiette scandalizzate si alzano dalle poltroncine). Ciao, mi dispiace eh. Se vi annoio fate finta di russare. Così. (Finge di russare). Lo capisco benissimo e non mi sento ferita nella mia sensibiltà, eh, veramente. (Risate). Mi chiamano Agrado, perchè per tutta la vita ho sempre cercato di rendere la vita gradevole agli altri. Oltre che gradevole sono molto autentica. (Pausa). Guardate che corpo. (Risate). Tutto fatto su misura: occhi a mandorla, ottantamila. Naso, duecento. Buttate nell’immondizia perchè l’anno dopo me l’hanno ridotto così con un’altra bastonata. Lo so che mi dà personalità, ma se l’avessi saputo non me lo toccavo. Continuo. Tette. Due. Perchè non sono mica un mostro. Settanta ciascuna. Però le ho già super ammortizzate. Silicone nel..(dal pubblico) “Dove?” (Risate). Labbro, fronte, zigomi, fianchi e culo. Un litro sta sulle centomila perciò fate voi il conto perchè io, l’ho già perso. Limatura della mandibola, settantacinquemila. Depilazione definitiva col laser – perchè le donne vengono dalle scimmie tanto quanto gli uomini – sessantamila a seduta. Dipende da quanta barba una ha. Normalmente da una a quattro sedute. Però se balli il flamenco ce ne vogliono di più, è chiaro. (Applausi e risate). Bene, quello che stavo dicendo è che costa molto essere autentica, signora mia, e in questa cosa non si deve essere tirchie. Perchè una è più autentica quanto più assomiglia all’idea che ha sognato di se stessa. (Applausi).”

da Tutto Su Mia Madre di Pedro Almodòvar (1999)